settembre: 2010
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maestro Detto, io non mi perderò in chiacchiere su paradisi, fortune, Dii che dir si voglia e reiterate affermazioni di “vittorie” attribuite da giudici che hanno sentenziato senza peraltro ammettere in nessun grado di giudizio, le mie prove testimoniali (Proia e Fiocco funzionari Siae, lettere di appartenenti al Clan con dichiarazioni giurate sottoscritte, che ben spiegavano come stavano realmente le cose). Perché? Me lo chiedo anch’io e l’unica risposta che posso darmi è che i giudici purtroppo valutano le cause sulle “canzonette” assolutamente “minori” e non approfondiscono. Si limitano ad attribuire le stesse semplicemente “a chi ha firmato il bollettino di dichiarazione Siae”. In questo caso, sei tu. Del resto, io penso che  LA GIUSTIZIA SIA UNA CONVENZIONE, NON UN VALORE ASSOLUTO, pertanto potrei sempre dimostrarti – ammettendo le mie prove – che certo non eri presente quando ho scritto Casa Bianca (che mi hai fatto perdere con quel tizio Eligio La Valle, APPONENDO LA MIA FIRMA – tu sì non autorizzato – sul documento di presentazione a Sanremo) e già questo dovrebbe dimostrare la validità di certe sentenze! E dove stavi quando ho scritto L’Amore? E dove eri quando è nata Canzone? Perché non intervenisti allora a contestare la storia della sua nascita da me descritta all’interno della copertina, dove non eri certo citato come co-autore? E dove ti trovavi per tutte le altre canzoni che voracemente firmavi, guardandoti bene dal comunicarmi le reali possibilità che avrei potuto avere di firmarle da solo? Io ero un ragazzo di provincia, carico di sogni e di canzoni non depositate (che tu scrivesti di nuovo e depositasti) mentre tu eri già un maestro inserito nel music business e ben conoscevi tutte le regole, ma ti guardavi bene dal rendermi edotto. Sei stato proprio un bel maestro! Bravo!! Come vedi Mariano, cammini sul filo del rasoio e a ogni passo scivoli e ti tagli, perché la verità puoi cercare di camuffarla un po’, ma alla fine essa spunta sempre da qualche parte. La verità, la giustizia e il rispetto, vengono prima delle leggi sulle quali si basano le tue sentenze. Hai incassato somme notevoli e sei diventato socio Siae grazie a quegli incassi, di cui mi restituivi una parte (mai conteggiata insieme, perché mi fidavo) e lo DIMOSTRA QUELL’ASSEGNO che tu dici allegato a un foglio bianco. A che prò quell’assegno? Mi volevi beneficiare perché sul mio c/c i tuoi avvocati (che prima erano i miei, che paradosso…) non hanno trovato “il becco di un quattrino”?
Povero Mariano, piccolo uomo non solo di statura, che per soldi hai rovinato una bella amicizia, che ci ha visti esordire insieme e vivere una bohéme nella casa di Jack La Cayenne, che ancora mi è cara. Hai arrangiato in maniera egregia i miei brani e questo non lo potrei mai disconoscere, e tutta la storia della tua partecipazione alla mia entrata nel Clan, è raccontata con dovizia di particolari e prove documentali incontrovertibili, esposte nel mio primo libro “QUESTA è LA STORIA… (1955/1969)” (che son certo hai letto, altrimenti te lo consiglio, anche se dovrai aspettare la ristampa ottobrina, perché esaurito), e nel secondo “STORIA DI ALTRE STORIE… (1970/1980)”, dove – appunto – ti ho dato i meriti e i demeriti che… meriti.
Come ben saprai, ho fatto un nuovo ricorso (nonostante anche la Cassazione sfavorevole) – che credo sia stato accettato – non perché io non abbia più niente da perdere (solo 42 mie canzoni firmate da te), ma semplicemente perché VOGLIO GIUSTIZIA VERA, e non quella emanata – certo non a mio nome – da giudici un po’ superficiali. Spero solo che stavolta mi ammettano le prove testimoniali, compresi i nuovi bollettini che “mi concedesti” di firmare consentendomi così di condividere quelle MIE canzoni, almeno per la metà. Cosa fu quello, un nuovo gesto di beneficenza da parte tua? Ma vergognati. Il fatto è che io ho continuato a scrivere più di 400 canzoni e – a quanto pare – senza il tuo intervento. E come è stato possibile? Questo i giudici non lo dicono.
Concludo.
Ci siamo incontrati qualche anno fa alla presentazione del libro di Michele Bovi e in quel consesso (Avv. Assumma, Franco Migliacci, allora presidente Siae, Little Tony, Panella, avvocati vari…) ti diedi DEL LADRO DI CANZONI, ad alta voce e a testa alta, facendo scendere il gelo in sala. Ti proposi di giurare sui tuoi figli che le canzoni le avevi scritte insieme a me, così come feci e sempre posso fare io. La tua risposta fu “Io lo giuro sulla testa di tua zia…”, che ti definisce per quello che sei. Un bugiardo pusillanime. Mi minacciasti di querela e ti risposi che io desideravo proprio quello, per poter finalmente reimpostare la causa, senza pensare di doverti salvare per amicizia riguardo a quella firma falsa che apponesti per Casa Bianca (mascalzone!) e senza tener presente che un giorno ti ho voluto bene e mi sono fidato di te come un amico fraterno. Ovviamente la tua querela non è mai giunta, però sei sempre in tempo, dopo questa lettera, a farmela perché io – stanne certo – non ti mollerò, forte della VERITÁ che non esiste solo nel mio paradiso, ma anche sulla Terra, tra uomini veri!!
Tuo ex amico, Aldo.

P.s. a proposito del mio c/c “senza il becco di un quattrino”, credo che i denari che avresti voluto trovarci, siano già sul tuo c/c sottoforma di diritti d’autore di mie canzoni, che incassi tu ogni 6 mesi dalla Siae. Ma non li porterai con te.

Da poco ho compiuto 70 anni all’anagrafe e – anche senza voler abusare di frasi fatte – fortunatamente non li ho compiuti nello spirito, che mantiene ancora l’entusiasmo di un ventenne verso la mia professione. Il buon Dio ha fatto anche in modo che conservassi una voce integra e una fresca “creatività istintiva”, le quali mi hanno permesso – e ancora mi permettono – di elaborare e cantare canzoni senza altri aggettivi che le sviino dalla loro naturale funzione: EMOZIONARE!
Ho amato e amo tutt’ora quelle della mia gioventù – brani che in qualche modo hanno segnato la mia storia musicale – e i cantanti che le eseguivano, i quali indirettamente sono stati miei maestri. Ancora oggi le porto nel cuore con affetto e proprio a loro ho dedicato “Le Canzoni”. In qualcuna delle presenti, “avvertirete” riferimenti che conducono a quegli “antichi” brani. Sono citazioni assolutamente volute su mia personale richiesta, inserite nel contesto di melodie del tutto originali.
E’ un Cd un po’ “sui generis”, con brani che – in gran parte – ruotano intorno a uno stesso concetto: Brevi suggestioni rimaste impresse nella mia memoria, vissute durante i 50 anni di attività professionistica – altro traguardo che taglierò nel gennaio 2010 – e che oggi sono diventate canzoni.
Mi definisco Cantainventore – che si differenzia dal più paludato Cantautore – dal momento che lo strumento (chitarra), a me serve semplicemente per formulare un breve “letto” di scarni accordi (quasi sempre un giro armonico) sul quale appoggiare una melodia nata spontaneamente insieme a un concetto estratto da un momento di vita vissuta, che ne è stato la sorgente. E a proposito delle mie melodie, ho sempre apprezzato i pareri – che ovviamente condivido in pieno – espressi da Renzo Arbore e dal regista Alberto Bevilacqua molto tempo fa e che le riguardano. Mi fa piacere riportarli in parte, a conclusione di questa breve nota:

<<…Le melodie di Don Backy sono, per me, tipicamente italiane e questo va tutto a suo onore: Comporre cose non banali con vecchi accordi dei nostri canti folcloristici, con la vecchia vena fatta di pochi accordi non complicati, è senza dubbio perlomeno inconsueto. Si vede che Don Backy, la melodia ce l’ha proprio dentro come, se permettete, ha dentro anche una sua semplice ma genuina vena poetica>>. (Renzo Arbore)

<<…Le canzoni di Don Backy sono fini, risentono degli umili cantori delle antiche corti, delle romanze, delle melodie degli erratici. Stimmate che troviamo anche nel viso dell’autore: perfettamente intonato alle sue melodie, aguzzo e trasognato, da bardo e da stradaiolo..>>. (Alberto Bevilacqua)

Credo sia la maniera migliore per chiudere. Vi ringrazio augurandovi buon ascolto.

Tanti auguri al poeta di tutti, buon compleanno Don

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